Dall’Appennino lucano Storie di emigrazione e ritorno


Si può far rivivere un console italiano a Boston grazie a bit, file o pixel? L’idea di digitalizzare i documenti più importanti di un archivio che racconta l’emigrazione italiana del primo Novecento, i pregiudizi, i ricatti economici e il dilagante razzismo americano nei confronti degi italiani, potrebbe essere utile in un momento di dimenticanza in cui quelli brutti, sporchi e cattivi eravamo noi. L’accoglienza e l’ospitalità, insite nel popolo italiano, si stanno trasformando in sentimenti di odio e paura verso coloro che oggi sono come noi ieri: una diversità storica e culturale che arricchisce il Paese di destinazione, non solo economicamente.
Rocco Brindisi, originario di un piccolo paese dell’Appennino lucano, Trivigno, ambasciatore della cultura italiana negli Stati Uniti, console degli emigrati, tanto da custodire tra le sue carte una lettera di ringraziamento da parte di Sacco e Vanzetti per l’accorata difesa contro l’ingiusta condanna a morte, ma soprattutto paladino di un’italianità fortemente minacciata dalla xenofobia del primo trentennio del XX secolo.
Questa storia digitale che viene dalla Basilicata e da Trivigno è stata una buona pratica che apre i lavori de “L’Appennino nel mondo” per Fuori Expo Basilicata presso la Mondsdori Multicenter di Milano il 26 settembre. il seminario del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha come ficus il turismo di ritorno, ovvero un mercato turistico fatto dai discendenti dell’enorme capitale umano che emigrò nel mondo. Esiste un’altra Basilicata che, se durante l’emigrazione storica fu fonte di rimesse e risparmi spediti alle proprie famiglie rimaste in paese, ora genera nuova economia: quella dei viaggiatori in cerca dei luoghi e delle storie legate alle proprie radici. Al seminario del Parco dell’Appennino Lucano hanno partecipato: Dino Basilissi, proprietario dell’archivio Rocco Brindisi, Maria Brindisi, discendente del casato e turista di ritorno in Basilicata, Maria Teresa Pietrafesa, archivista che ha curato l’inventariazione dell’archivio, Vitantonio Martino, esperto di aree naturali protette, Erica Mingotto, esperta del Centro Internazionale degli Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Delio Colangelo, ricercatore della Fondszione Eni Enrico Mattei, Martina Moriconi del Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano e Antonio Sanfrancesco, presidente della Federazione Italiana dei Lavoratori Emigrati e Famiglie di Basilicata.

Se vuoi maggiori informazioni sull’archivio Rocco Brindisi clicca qui

 

 

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