S. Nicola Taumaturgo di Bari Chiesa Russa di Bari- filomedia

Che sorpresa: una Chiesa Russa a Bari!

 

Si può essere in un altro Paese varcando semplicemente una soglia. Ritrovarsi in un’altra cultura senza aver dovuto compiere la necessità del cammino. Sentirsi straniera a casa propria. Essere in compagnia di volti e sembianze tante volte fuoriusciti da un romanzo di Bulgakov.
E’ il giorno dell’Epifania e, tranne qualche distratta calza appesa chissà dove, non mi aspettavo alcuna sorpresa uscendo da un vicolo di Bari che dà sul Corso Benedetto Croce nel quartiere Carrassi. Appena giro l’angolo un’imponente cupola verde occupa l’orizzonte dello sguardo: sembra una tipica costruzione in stile moscovita. Anzi, è proprio una Chiesa Russa! Un tempio ortodosso dedicato a S. Nicola Taumaturgo, le cui reliquie sono ospitate nella omonima Basilica di Bari!

 

Il Natale russo
Sono le 23 e alcune donne si raccolgono intorno al cancello aperto della chiesa. A mezzanotte comincia una delle funzioni liturgiche più importanti del calendario religioso russo: il 6 gennaio è la notte di Natale per la Chiesa Ortodossa. Una fila silenziosa e orante si va componendo davanti l’ingresso. Sono pellegrini russi, greci e palestinesi che sono arrivati a Bari per visitare le spoglie del venerato santo e partecipare alla commozione corale in onore della nascita del Cristo. Nel chiaroscuro notturno spiccano i raffinati e variopinti foulard che coprono le teste delle splendide donne che mormorano le ultime parole prima di entrare in chiesa. Presa dal timore di “sentirmi diversa”, prendo il foulard che ho intorno al collo e lo avvolgo sul capo: un gesto spontaneo per evitare di evidenziare maggiormente l’imbarazzo di una “straniera”. Il semplice gesto della croce è il segno più evidente di una diversità di linguaggio: queste donne sembrano solfeggiare la loro reverenza e l’intero corpo accompagna il gesto rituale, escludendo me che non conosco quella lingua.

Appena supero la porta d’ingresso, si apre uno spazio rituale inedito ai miei occhi. Sì che le chiese ortodosse siano un crogiolo di icone dorate e di ininterrotti canti, lo sapevo, lo si può immaginare, ma vederlo all’improvviso, così per caso, e in un luogo che non ti aspetti… fa tutto un altro effetto! La cosa che più caratterizza questa esperienza di “straniamento” sono i profumi: quello delle donne russe mischiato alla spirituale fragranza di cera e incenso. Dopo l’olfatto, l’udito: un coro di voci si alternano nell’aria senza mai interrompere il canto. Canti e gesti che si ripetono da secoli nella città di Bari.

 

Perché una Chiesa Russa a Bari 

La Chiesa Russa di Bari nasce dalla necessità di accogliere i pellegrini che da sempre arrivano dall’Europa dell’Est e dal bacino orientale del Mediterraneo. Era il 22 maggio del 1087 quando 62 marinai baresi depositarono le reliquie di S.Nicola sul suolo della propria città. La città stava attraversando una profonda crisi politico-economica, così i fedeli marinai pensarono che le reliquie del santo, anche patrono dei marinai, potessero fare il miracolo di risollevare l’orgoglio e il commercio cittadino. Andarono a Mira, dove le ossa del santo riposavano da 750 anni, e si impadronirono delle spoglie. Da allora il santo è detto S. Nicola di Bari, oltre che di Mira.

Poiché San Nicola il Taumaturgo gode di popolarità di gran lunga maggiore nel mondo ortodosso che cattolico, è infatti il Santo più venerato tra i russi ortodossi, il flusso dei pellegrini verso Bari è storicamente un’abitudine. La necessità di un’accoglienza organizzata, però, nasce solo all’inizio del XX secolo, quando lo Zar Nicola II incaricò la Società Palestinese Ortodossa Imperiale di acquistare un’area di terra a Bari al fine di erigervi una chiesa e una casa del pellegrino. Nel 1911 fu firmato il Decreto e i lavori furono avviati nel 1913, su progetto dell’architetto Aleksej Viktorovic Shchusev, nello stile architettonico di Pskov e Novgorod, e sotto la guida del Principe Zhivakhov. Il programma di accoglienza russo permise a circa 20 mila pellegrini di arrivare via mare dalla Russia in Palestina, sul Monte Athos e a Bari. I lavori terminarono solo dopo il 1917, quando la Rivoluzione d’Ottobre estirpò ogni religione alla Russia sovietica, con la conseguenza che il pellegrinaggio dalla Russia verso Bari si interruppe. Se la funzione non serve più cessa di esistere anche l’organo e fu così che nel 1936 la Società Palestinese Ortodossa Imperiale perse i diritti di proprietà del complesso religioso, che passò al Municipio di Bari.

 

Il tempio torna alla Chiesa Ortodossa Russa
Nel 2007, durante la visita del Presidente russo Vladimir Putin, cominciarono i negoziati per far tornare la Chiesa di Bari sotto la Chiesa ortodossa Russa. Il primo marzo del 2009 ci fu la cerimonia di restituzione formale, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e del Presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev. E solo il 23 gennaio 2012 c’è stato il passaggio ufficiale e definitivo del complesso religioso alla Russia.

Oggi, all’interno dell’edificio è ospitato l’albergo per i pellegrini, la chiesa di San Nicola (destinata alle funzioni di rito ortodosso russo il mercoledì e sabato alle 17, e la domenica alle 10) e la piccola Chiesa di San Spiridon (destinata alle funzioni di rito ortodosso greco la domenica mattina alle 10). Il tutto visitabile dal lunedì alla domenica su prenotazione.
Questo pezzo di Russia a casa nostra, nella vicina Bari, è il simbolo di una propensione storica all’accoglienza di gente che cammina e si sposta da popolo a popolo, pellegrini in cerca di un rifugio sicuro per l’anima e il corpo. Sulla loro strada esiste una città del Sud Italia che ha creato un ponte tra l’Est e l’Ovest, lungo questo ponte tutte le scissioni si ricompongono in un unico gesto, comprensibile da qualunque lingua diversa dalla tua: il gesto di aprire le porte a chi viene in cerca di pace.

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